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La Flash Technique: una nuova tecnica per affrontare i ricordi traumatici

11 minuti fa
Tempo di lettura: 5 min



Tutti nella nostra vita abbiamo vissuto esperienze piacevoli ed altre più o meno negative e dolorose. Normalmente, con il passare del tempo, questi eventi vengono progressivamente integrati nella nostra storia personale sotto forma di ricordi: sappiamo che qualcosa è accaduto, ma che appartiene al passato. Alcuni eventi negativi, tuttavia, sono particolarmente impattanti quando si verificano, a tal punto che la nostra mente non riesce ad attuare correttamente questo processo di immagazzinamento e integrazione, così che essi continuano a farci soffrire anche molto tempo dopo essere accaduti: questi eventi sono ciò che noi definiamo come “traumi” o “eventi traumatici”.

Con il termine “trauma” non ci riferiamo semplicemente a un episodio negativo o doloroso, ma a tutte quelle esperienze che vengono vissute come profondamente minacciose, sconvolgenti o al di là delle proprie capacità di fronteggiamento. Spesso, quando si pensa ad un “evento traumatico” ci si focalizza su episodi catastrofici e/o estremamente gravi, come incidenti d’auto, calamità naturali, violenze o abusi. Tuttavia, “traumi” possono essere anche eventi all’apparenza meno gravi, ma che per un qualche motivo vengono vissuti in maniera piuttosto drammatica e catastrofica dalla persona, come ad esempio un lutto, la separazione dei genitori, un evento sociale negativo; oppure ancora dei “piccoli” eventi negativi ripetuti nel tempo come ad esempio un’insegnante o un allenatore particolarmente duro, prese in giro ripetute, situazioni di “micro abbandono” (per es. un genitore che ripetutamente si assenta per svariati motivi”). In effetti, non ci sono esperienze traumatiche o non traumatiche di per sé, ma tutto dipende dal modo in cui vengono vissute della persona nel momento in cui accadono.

 

Ma perché un’esperienza accaduta mesi o addirittura anni prima può continuare a provocare sofferenza emotiva?

Quando viviamo una situazione di forte minaccia, il nostro cervello e il nostro organismo si attivano per proteggerci. L’attenzione si concentra su ciò che sta accadendo, le emozioni diventano più intense e alcuni dettagli dell’esperienza possono essere registrati in modo particolarmente vivido. Inoltre, avendo percepito un senso di estremo pericolo, reale o figurato (per es. la paura di un’umiliazione), il nostro cervello non ci permette di “mettere via” questo ricordo, ma è come se continuasse a mantenerlo “attivo”, così che possiamo essere costantemente pronti a fronteggiare l’eventuale riproporsi di quella minaccia passata. In altri termini, pur sapendo razionalmente che l’evento è finito, una parte del nostro sistema di allarme continua a comportarsi come se fosse ancora necessario proteggersi.

Il ricordo può quindi rimanere associato a emozioni, sensazioni corporee o immagini particolarmente intense, e stimoli del presente – un luogo, un odore, una situazione, una parola o persino un pensiero – possono riattivare una parte di quella esperienza e provocare una reazione emotiva molto simile a quella provata allora.

Questo può portare alcune persone a evitare situazioni, luoghi o pensieri associati all’esperienza, mentre altre possono ritrovarsi a rivivere involontariamente immagini, emozioni o sensazioni legate a ciò che è accaduto. Quando queste e altre reazioni associate diventano particolarmente intense e impattano significativamente sul benessere della persona, si parla di alcune condizioni cliniche, in particolare il Disturbo da Stress Post-Traumatico, in cui i sintomi di disagio possono rimanere presenti per mesi o addirittura anni, con effetti anche drammatici sulla qualità di vita.

La psicoterapia può aiutare a fare in modo che quel ricordo possa essere nuovamente integrato nella propria storia, così che ciò che è accaduto continui a essere riconosciuto come parte del passato senza avere la stessa capacità di condizionare il presente.

È all’interno di questa prospettiva che si collocano diverse tecniche psicoterapeutiche per il trattamento dei ricordi traumatici, tra cui, una delle più recenti e promettenti, la Flash Technique.

 

Che cos'è la Flash Technique?

La Flash Technique è una procedura psicoterapeutica sviluppata da Philip Manfield, pensata per contribuire a ridurre rapidamente il disagio associato a ricordi o immagini disturbanti.

La tecnica si inserisce nell'ambito degli approcci contemporanei al trattamento del trauma e può essere utilizzata all'interno di un percorso psicoterapeutico più ampio, anche in integrazione con la più nota tecnica dell’EMDR, a partire dalla quale è stata sviluppata e con cui condivide alcuni aspetti procedurali.

Una delle caratteristiche distintive della Flash Technique è che consente di lavorare sul disagio associato a un ricordo senza richiedere necessariamente alla persona di rivivere in modo intenso e prolungato tutti i dettagli dell'esperienza. Questo può essere particolarmente importante per chi teme di affrontare il proprio passato o ha ancora reazioni troppo intense o dolorose che rendono estremamente difficile rimanere a contatto con il ricordo traumatico per il tempo necessario ad affrontarlo con le tecniche standard.

 

Come funziona concretamente?

Durante una sessione di Flash Technique, il terapeuta aiuta la persona a individuare un ricordo disturbante, che viene mantenuto sullo sfondo dell'esperienza. L'attenzione viene invece orientata verso un'attività, un'immagine o un'esperienza positiva e coinvolgente: qualcosa capace di suscitare interesse, piacere o una sensazione di benessere. Attraverso una procedura strutturata, il terapeuta invita poi la persona a entrare brevemente in contatto con il ricordo disturbante, per tornare subito dopo a concentrarsi sull'esperienza positiva. Il procedimento viene ripetuto più volte seguendo le indicazioni del professionista e monitorando le reazioni della persona.

L'obiettivo è favorire una riduzione del disagio associato al ricordo, senza richiedere necessariamente un'esposizione prolungata al materiale traumatico.

Non si tratta quindi di distrarsi o di cercare di non pensare a ciò che è accaduto. La Flash Technique è una procedura terapeutica strutturata, inserita all'interno di un percorso di trattamento, e che mira a rendere l’elaborazione dei ricordi traumatici più tollerabile per il cliente. Occorre però ricordare (e questo vale in realtà per tutte le tecniche volte a rielaborare il trauma) che l’obiettivo non è di cancellare il ricordo o eliminare ogni emozione legata a ciò che è accaduto, bensì favorire una relazione meno dolorosa e invalidante con la propria esperienza passata.

 

 

Cosa dice la ricerca scientifica?

La Flash Technique è una procedura relativamente recente e negli ultimi anni ha iniziato a essere oggetto di un numero crescente di studi scientifici. I risultati disponibili fin qui sono incoraggianti e suggeriscono che la tecnica possa contribuire a ridurre rapidamente il disagio associato a ricordi traumatici o particolarmente disturbanti.

Uno dei lavori più ampi pubblicati finora ha raccolto i risultati di quattro studi, per un totale di 654 partecipanti e 813 sessioni. I ricercatori hanno osservato una marcata riduzione del disagio associato ai ricordi disturbanti dopo l'utilizzo della Flash Technique, con risultati che, in diversi casi, si sono mantenuti anche nel tempo.

Anche alcuni studi controllati hanno prodotto risultati interessanti. In una ricerca che ha confrontato la Flash Technique con una versione abbreviata dell'EMDR, entrambe le procedure hanno determinato una significativa riduzione dell'intensità emotiva e della vividezza dei ricordi disturbanti. La Flash Technique è stata inoltre percepita dai partecipanti come una procedura particolarmente tollerabile e piacevole.

Un altro studio, condotto su persone che avevano vissuto un incidente stradale, ha confrontato la Flash Technique con un intervento di gestione dello stress. I partecipanti che avevano ricevuto la Flash Technique hanno mostrato una maggiore riduzione di alcuni aspetti dello stress traumatico, tra cui intrusioni, tendenza all’evitamento e disagio complessivo associato all'esperienza. I miglioramenti sono risultati ancora presenti a un mese di distanza.

Nel complesso, pur essendo necessari ulteriori studi attraverso confronti con i trattamenti per il trauma che dispongono di una base di ricerca più ampia, i dati fin qui raccolti suggeriscono che la Flash Technique possa rappresentare uno strumento promettente nel lavoro psicoterapeutico con i ricordi traumatici, soprattutto per la sua capacità di intervenire sul disagio associato al ricordo senza richiedere necessariamente un'esposizione prolungata e intensa all'esperienza traumatica.

In conclusione, chiedere aiuto per un'esperienza traumatica non significa necessariamente dover raccontare tutto nei minimi dettagli fin dalla prima seduta o rivivere immediatamente le emozioni più dolorose. La psicoterapia può procedere gradualmente, individuando modalità di lavoro rispettose delle esigenze e delle risorse di ogni persona.

La Flash Technique si inserisce in questa prospettiva: offrire un possibile strumento per avvicinarsi ai ricordi difficili con maggiore tollerabilità, favorendo un percorso verso una relazione meno dolorosa con il proprio passato.

Se un'esperienza del passato continua a influenzare il tuo presente, parlarne con uno psicoterapeuta può essere un primo passo per comprendere cosa sta accadendo e individuare il percorso più adatto a te.

 


 
 
 

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