Psicoterapia Cognitivo-Evoluzionista

La psicoterapia cognitivo-evoluzionista

(Liotti 1994/2001; Liotti e Monticelli 2008; Liotti e Farina 2011) trae le sue origini dall’unione fra la terapia cognitiva interpersonale e i principi dell’evoluzionismo, dell’etologia e delle neuroscienze affettive.

Tra i caratteri distintivi di questo approccio vi è l’evidenza che, nell’uomo, i bisogni fondamentali e gli scopi che da essi derivano sono guidati dall’interazione complessa di diversi Sistemi Motivazionali, ciascuno dei quali possiede i propri meccanismi di attivazione e disattivazione e le proprie sequenze emozionali tipiche.
Suddetti sistemi sono geneticamente determinati, selezionati biologicamente nel corso della filogenesi e in grado di garantire maggiori capacità di adattarsi al contesto ambientale e relazionale; essi regolano il comportamento dell’individuo in funzione di una meta specifica mantenendosi in stretta relazione con l’esperienza emotiva.
Il primo dei sistemi motivazionali interpersonali ad essere attivo nell’uomo ed il primo a cui è stata dedicata un’ampia mole di studi condotti con metodo scientifico è il sistema dell’accudimento: esso inizia ad operare nel neonato allo scopo di perseguire una vicinanza al genitore per ottenere cura e protezione.
L’attenta e sistematica osservazione dell’interazione tra bambini e genitori e le osservazioni longitudinali, condotte sugli stessi individui da quand’erano neonati a quando sono diventati adulti, hanno fornito molti dati sulle prime differenze individuali negli stili di relazione e sui fattori che influenzano lo sviluppo della personalità nel tempo.
La prospettiva cognitivo-evoluzionista permette di avvicinare e comprendere numerosi problemi legati alla sofferenza emotiva della persona e alla sua cura con l’idea centrale di un fallimento della regolazione delle emozioni.

Questa prospettiva ha consentito al terapeuta di allargare l’area di intervento, oltre che ai contenuti cognitivi espliciti, anche ai contenuti impliciti, costruiti nelle prime relazioni intersoggettive sotto la spinta di motivazioni interpersonali innate.
Nel corso della terapia il paziente può rendersi consapevole in maniera sempre più autonoma di questi meccanismi e migliorare le proprie capacità di regolazione delle emozioni sia nella “base sicura” della relazione terapeutica che, naturalmente, nelle relazioni della propria vita quotidiana.
I Capisaldi della psicoterapia cognitivo evoluzionista sono:

  • L’ attenzione alla storia di sviluppo e alle dinamiche interpersonali e agli stili di attaccamento

  • L’ attenzione ai contenuti, ai processi inconsci e alle emozioni

  • L’ attenzione alla relazione terapeutica e alla sua modulazione: l’attivazione strategica del sistema motivazionale cooperativo nella relazione terapeutica è infatti in grado di promuovere un incremento delle capacità metacognitive.

  • L’ uso della memoria autobiografica, della cooperatività e l’aumento della mentalizzazione.

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