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ATTACCO DI PANICO O "SEMPLICE" ANSIA? CHIARIAMOCI LE IDEE!


Molte persone hanno sperimentato nella propria vita degli attacchi di panico, molte altre volte, invece, questa definizione viene utilizzata impropriamente per descrivere dei momenti di ansia molto intensa. In realtà, se è vero che il panico è strettamente collegato all’ansia, e può anche rappresentare il culmine di un episodio ansioso molto intenso, allo stesso tempo quello che noi definiamo panico è qualcosa di diverso dalla “semplice” ansia. E’ vero infatti che chi soffre di ansia non necessariamente avrà attacchi di panico, così come persone che si definirebbero poco ansiose possono sperimentare nella vita attacchi di panico.

E partiamo proprio da questa considerazione: avere un attacco di panico non è necessariamente segno di un disturbo psicologico o psichiatrico, ma è un’esperienza che può capitare a chiunque nel corso della vita. Si stima infatti che circa l’11,5% della popolazione generale sperimenti nella vita almeno un attacco di panico, senza avere alcuna diagnosi specifica.

Ma che cos’è quindi un attacco di panico, e come lo riconosco?

L’attacco di panico può essere definito come un episodio di paura o disagio estremamente intensi, che dura mediamente intorno ai 15 minuti, per poi esaurirsi da solo. Questo episodio è caratterizzato solitamente dalla presenza di almeno 4 tra i seguenti sintomi tipici:

- Tachicardia

- Dispnea o sensazione di fiato corto

- Capogiro o vertigini

- Aumento della sudorazione

- Sensazione di formicolio o torpore (parestesia)

- Sensazione di soffocamento o fame d’aria

- Nausea o disturbi addominali

- Sensazione di oppressione o dolore toracico

- Tremori

- Sensazione di freddo o vampate di caldo

- Sensazione di essere distaccati dalla realtà o dà sé stessi, come essere in una bolla o dietro ad uno specchio (Derealizzazione o depersonalizzazione)

- Paura di impazzire o fare qualcosa di incontrollato

- Paura di Morire

Quando si presentano in un attacco di panico, questi sintomi sono vissuti come estremamente spiacevoli dalla persona, che ne è spesso anche spaventata e può interpretarli come segno di un evento medico avverso, ad esempio un infarto. Il problema è che proprio la preoccupazione generata da questi sintomi contribuisce ad intensificare l’ansia, accrescendo così l’intensità dei sintomi stessi (che sono proprio manifestazioni dell’ansia), in un circolo vizioso che si autoalimenta finché l’attacco di panico non svanisce.

L’attacco di panico, quindi, si differenza da un “semplice” momento di forte ansia sia per i sintomi, che pur essendo sintomi ansiosi, si presentano in maniera piuttosto tipica nell’attacco di panico, sia per il fatto che quest’ultimo esordisce solitamente in maniera improvvisa e ha una durata limitata nel tempo.

Da cosa è causato un attacco di panico?

Non c’è una causa specifica degli attacchi di panico. Tipicamente le persone ansiose possono andare incontro più facilmente a questi episodi, soprattutto nelle situazioni più temute, in cui si ha la percezione di non avere una via d’uscita. In generale però, anche in persone non particolarmente ansiose, fattori stressanti così come periodi di forte stress prolungato possono favorire l’insorgere di attacchi di panico, a volte anche in momenti di apparente serenità. E’ infatti una caratteristica peculiare di questi episodi quella di comparire molto spesso in maniera del tutto inaspettata, come dei “fulmini a ciel sereno”, in momenti in cui la persona riferisce di non avere preoccupazioni particolari. Inoltre, alcuni studi sembrano evidenziare che in situazioni di elevata presenza di co2, come per esempio i luoghi affollati, alcune persone predisposte geneticamente possano andare incontro ad attacchi di panico, in una sorta di “falso allarme da soffocamento”.

Ho avuto uno o più attacchi di panico, devo preoccuparmi?

Di per sé un attacco di panico non è un elemento indicativo di una psicopatologia, pur rappresentando un’esperienza sicuramente molto spiacevole. Per cui, è possibile avere uno o più attacchi di panico nella propria vita senza che questo sia indicatore di un disturbo psicologico. Gli attacchi di panico rappresentano però un problema quando diventano molto frequenti, limitando così il benessere personale. In questo caso è possibile che tali episodi rappresentino un sintomo di una difficoltà psicologica sottostante, che può valer la pena affrontare con un professionista. In particolare, da un attacco di panico è possibile sviluppare un vero e proprio disturbo, che viene definito Disturbo da Attacchi di Panico. Questo disturbo si sviluppa quando la persona, in seguito ad uno o più attacchi di panico (tipicamente inaspettati), inizia ad evitare i luoghi e le situazioni in cui ha sperimentato questi episodi, con la conseguenza di ridurre sempre di più la propria libertà di movimento e il proprio benessere personale. In questo senso, la psicoterapia cognitivo-comportamentale rappresenta il trattamento d’elezione per affrontare e risolvere in maniera efficace questo disturbo.

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